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Dizionario dei miti e dei personaggi della grecia antica - Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi (www.bibliomania.it)
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I miti

I miti  (tratto dal sito www.bibliomania.it)

La mitologia dei popoli greci non è stata un "corpus" immobile ed immutabile, ma nel corso del tempo è cambiata, adeguandosi all’evoluzione della loro cultura. I primi abitanti della penisola balcanica erano un popolo di agricoltori che tendeva ad attribuire il dominio di uno spirito ad ogni aspetto della natura. Queste vaghe entità spirituali finirono per assumere un aspetto umano ed entrarono a far parte della mitologia locale con il ruolo di dei e dee. Quando la zona venne invasa da tribù provenienti dal nord della penisola, queste popolazioni portarono con sé il culto di nuove e diverse divinità, che erano in relazione con la conquista, la forza, il valore in battaglia, l’eroismo e la violenza. Alcune delle vecchie divinità create dalla precedente società rurale fusero i propri aspetti con quelle portate da questi potenti invasori, altre finirono per essere soppiantate e dimenticate.

Verso la metà dell’epoca Arcaica divennero sempre più frequenti leggende riguardanti le relazioni tra divinità maschili ed eroi, fatto che indica il parallelo sviluppo in questo periodo dell’abitudine della pederastia pedagogica (Eros paidikos, παιδικός ἔρως), sebbene la pratica si sia largamente diffusa attorno al 630 a.C.. Entro la fine del V secolo a.C. i poeti avevano attribuito un eromenos ad ognuno degli dei più importanti, eccettuato Ares, ed a molti altri personaggi leggendari. Anche miti precedentemente esistenti, come quello di Achille e Patroclo, furono riletti in chiave omosessuale. In periodi successivi, dapprima i poeti Alessandrini e poi i mitografi della prima età imperiale romana adattarono spesso, adeguandoli alla loro cultura, la storia dei personaggi della mitologia greca.

La poesia epica creò una serie di cicli di leggende, con il risultato di sviluppare una qualche forma di cronologia mitologica: in questo modo le storie narrate dalla mitologia greca finirono praticamente per narrare una fase dell’evoluzione del mondo e dell’uomo. Le molte contraddizioni evidenti tra le varie leggende rendono impossibile ricostruire una linea cronologica completa, ma se ne può almeno abbozzare una approssimativa. Si può dividere la storia del mondo secondo la mitologia in 3 ampi periodi:

""I miti delle origini" ovvero "L’età degli dei" (Theogonies, "nascite degli dei")
Si tratta di miti riguardanti le origini del mondo, degli dei e della razza umana. L’epoca in cui gli dei e gli uomini vivevano insieme liberamente"
Racconti delle prime interazioni tra dei, semidei e mortali.
"L’epoca degli eroi" ovvero "L’età eroica"
In questo periodo gli dei erano meno attivi e meno presenti. Le ultime e più importanti tra le leggende di questo periodo sono quelle legate alla guerra di Troia e agli avvenimenti successivi (alcuni studiosi tendono a considerarle in una categoria a parte).
"L’epoca degli dei"
considerata la più interessante dagli studiosi contemporanei, ma gli autori greci delle epoche arcaica e classica mostrano invece una spiccata preferenza per l’epoca degli eroi. Ad esempio l’Iliade e l’Odissea, per il successo riscosso e le stesse dimensioni dei testi, fecero apparire la Teogonia e gli Inni Omerici, le cui narrazioni erano incentrate sugli dei, come delle opere minori. Sotto l’influenza delle opere di Omero il "culto degli eroi" portò ad una revisione di alcune concezioni religiose, che si tradusse nella separazione tra il regno degli dei da quello dei morti (gli eroi), e tra le divinità Olimpiche da quelle Ctonie. Ne Le opere e i giorni, Esiodo si serve dello schema delle quattro Età dell’uomo: L’età dell’Oro, dell’Argento, del Bronzo e del Ferro. Queste età sono state create dagli dei separatamente; l’età dell’oro si riferisce al regno di Crono, mentre quelle successive sono opera di Zeus. Esiodo pone l’età degli eroi subito dopo quella del bronzo. L’ultima, quella del ferro, è quella in cui viveva il poeta stesso. Egli la considera la peggiore, in quanto nel mondo ha fatto la sua comparsa il male, come viene spiegato dal mito di Pandora[27]. Nella sua opera, le Metamorfosi, Ovidio segue lo stesso schema delle quattro età introdotto da Esiodo.