Evia (Eubea)
Evia (Eùboia, Eubea in italiano) è la seconda isola greca per estensione dopo Creta e costituisce quasi una propaggine della Grecia Centrale. E' collegata all'Attica da un ponte di circa 40 metri, costruito sul famoso canale di Euripo, dove la corrente cambia direzione per ben sette volte al giorno e dove una leggenda vuole che si sia suicidato Aristotele preso dalla disperazione proprio per non esser riuscito a capirne le ragioni. A est è bagnata dall'Egeo mentre ad ovest il canale separa il mare in due golfi: l'Euboico settentrionale e quello meridionale. L'isola di Evia fu abitata sin dal Neolitico, mentre dal VII secolo a.C. ospitò coloni Ioni, che ebbero una grande attività coloniale in Macedonia, Sicilia e Italia. Alla fine del VI secolo a.C. fu occupata dagli Ateniesi, per passare successivamente sotto il dominio dei Tebani, dei Macedoni, dei Bizantini, dei Franchi, dei Veneziani (che la chiamarono Negroponte) e dei Turchi. Capoluogo dell'isola e Calcide, che nell'antichità ebbe grande potenza marittima e fondò numerose colonie, soprattutto nella Calcidica.Ad est della città moderna si conservano i resti di quella antica, mentre ritrovamenti importanti sono custoditi nel piccolo Museo Archeologico. Cità fiorente e rivale di Calcide era Eretria. Il paesaggio dell'isola è vario, con accenti montuosi nell'interno, con una parte settentrionale molto verde e coperta di boschi ed una meridionale più spoglia e brulla. Caratteristici i paesini sul mare e nel'interno. Sulla costa orientale dell'isola sorge il paesino di Kymi (che ha dato i natali a Ghiorgos Papanicolau, il medico inventore del pap-tst), dal cui porto (Paralia Kymis) partono i traghetti per le isole Sporadi.
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