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La Pasqua

La Pasqua La Chiesa Ortodossa utilizza, per il suo calendario liturgico, il calendario giuliano per cui la Pasqua in Grecia raramente coincide con quella in Italia e nei paesi che utilizzano invece il calendario gregoriano. Generalmente, infatti, la Pasqua ortodossa cade una o due settimane dopo quella cattolica.
Come per tutto il mondo cristiano, anche in Grecia la Pasqua e’ la piu’ importante festivita’ religiosa e il piu’ delle volte e’ occasione per riunire la famiglia attorno alle tradizioni religiose e secolari legate all’evento.
La ricorrenza, preceduta dai canonici 40 giorni in cui – secondo il precetto religioso – bisogna astenersi dalla carne, viene celebrata con liturgie, funzioni e riti tradizionali di grande suggestione in tutta la Grecia, che hanno luogo per tutta la Settimana Santa (la Megali Evdomada, che comincia con la Domenica delle Palme, preceduta a sua volta dal Sabato di Lazzaro, giorno in cui si celebra la resurrezione di Lazzaro ad opera del Cristo ), e raggiungono i momenti di massima intensita’ il Venerdi’ Santo, giorno di digiuno, quando in ogni paese e’ tradizione allestire una processione con il simbolo di Cristo deposto dalla Croce, e la notte tra il Sabato e la Domenica, quando i fedeli si recano in chiesa per presenziare alla liturgia. In questa occasione, tutti accendono una candela scambiandosi gli auguri (Christos Anesti! Cristo e’ risorto! e si risponde: Alithos Anesti! E’ veramente risorto!) e mantenendola accesa sino al ritorno a casa, dove e’ tradizione cenare con alcuni piatti tipici, come la zuppa maghiritsa, a base di interiora di agnello.

Una tra le tradizioni popolari legate alla Pasqua piu’ conosciute e presenti in tutta la Grecia e’ quella di dipingere le uova di rosso, e - in qualche caso – di decorarle. Questa usanza si deve alla leggenda che vuole che le uova che la Maddalena aveva in un cesto fossero diventate improvvisamente rosse quando Pietro, incredulo di fronte alla donna che gli annunciava la Resurrezione di Gesu’, disse che le avrebbe creduto solo se le sue uova avessero cambiato colore. La Domenica di Pasqua e’ usanza scambiarsi nuovamente gli auguri battendo ognuno il proprio uovo colorato con quello degli altri, facendo bene attenzione a non romperlo. Il primo uovo che viene dipinto e’ chiamato “uovo della Madonna” : la tradizione popolare gli attribuisce poteri particolari di protezione e viene collocato vicino a icone sacre. Ma non solo: a tutte le uova colorate viene attribuita una funzione di buon augurio, tanto che i gusci delle quali, in molte regioni della Grecia - sia pur con modalita’ diverse - alla fine delle celebrazioni pasquali vengono sotterrate in prossimita’ di coltivazioni nella speranza di un buon raccolto.

Ovviamente segue la tradizione anche il pranzo di Pasqua, il cui piatto forte e’ l’agnello. Questo viene cotto allo spiedo, ed insaporito con olio, sale, pepe, origano ed altre spezie. Spesso, vista l’inizio della bella stagione, il pranzo avviene all’aperto ed e’ occasione di festa, con canti e balli tradizionali improvvisati.
Tra i dolci pasquali segnaliamo “ta koulourakia”, caratteristici biscotti e lo tsoureki, un ciambellone preparato con farina, acqua e uova.

Ogni regione del paese e ogni isola ha poi le proprie specifiche usanze in occasione della ricorrenza, che rendono quest’ultima estremamente interessante anche da un punto di vista storico e folklorico. Vengono organizzate manifestazioni di vario genere, danze popolari o, come abbiamo visto, processioni religiose, che affondano le loro radici nella tradizione. Particolarmente suggestive sono i riti e le manifestazioni a Kerkyra (Corfu’), a Zakynthos (Zante), ad Arachova e a Livadia’ (nella Sterea’ Ellada), in alcune isole come Paros, Kalymnos, Kos o Rodi, nonche’ in molte zone di Creta.