Il Natale
Come in tutti i paesi cristiani, il Natale (Christoughenna) rappresenta una tra le feste religiose tradizionalmente più sentite dai Greci, che usano generalmente passarlo in famiglia. Le tradizioni autoctone oggi si mischiano a quelle internazionali (esattamente come avviene per esempio in Italia), per cui ormai da tempo, accanto al presepe e ad altri oggetti decorati appositamente per la festività, viene preparato anche l'albero di Natale, addobbato con decorazioni vistose. Una tra le tradizioni più radicate vede protagonisti i ragazzi, che il giorno della vigilia usano andare di casa in casa cantando caratteristiche canzoni natalizie, chiamate “Kalanda”, di contenuto religioso ma soprattutto augurale, ricompensate con dolci e qualche soldo. La vigilia di Natale è anche il giorno in cui si cuoce il tradizionale dolce “Christopsomo” (lett. “pane di Cristo”; da notare come questa tradizione assomigli molto all'antica usanza italiana di preparare pani dolci, simili ma diversi a seconda della regione, di cui il panettone ed il pandoro sono solo i più conosciuti). Il Christopsomo generalmente presenta una crosta decorata e viene consumato il giorno successivo, durante il pranzo di Natale, durante il quale quasi ovunque viene mangiato il gourounopoulo psitò (maialino) o la galopoula (tacchino), anche se per il resto i menu risentono delle tradizioni regionali. Esistono anche altri tipi di dolci natalizi, i più conosciuti sono i Melomakarona (una sorta di spaghetti con iele, specialità dell'Epiro) e i Kourabiedes (fatti con burro, mandorle e zucchero). La fugura che incarna il Babbo Natale in Grecia e Agios (Santo) Vassilis, per questo - visto che il giorno a lui dedicato è il primo dell'anno – la tradizione vuole che i regali vengano scambiati in occasione della fine dell'anno e non a Natale, anche se le usanze internazionali di dedicare il 25 Dicembre ai doni si sta facendo strada ormai anche in Grecia. La tradizione popolare legata al Natale poi ricorda anche le figure dei Kallikàntzari, spiritelli dispettosi e brutti che si dice vivano nelle viscere della terra e che durante tutto l'anno si adoperino per tagliare l'albero che la sorregge, ma in occasione della nascita di Cristo perdano tutto il lavoro fatto e quindi escano allo scoperto, assumendo varie forme e disturbando gli uomini e le loro attività, rubando galline, rovinando i campi, introducendosi la notte nelle case attraverso i camini e sporcando ovunque, per poi tornare nel sottosuolo dopo dodici giorni. Per questo gli abitanti di molti paesi e villaggi usano lasciare dolci fuori dalle porte per dissuadere gli spiritelli ad entrare, insieme ad altri rimedi più svariati, che vanno da quelli più religiosi, come tracciare croci sulle proprie porte, a quelli più curiosi, come lasciare un setaccio alla base del camino affinchè i Kallikàntzari perdano tempo a contarne i fori e che nel frattempo venga il giorno, del quale hanno paura. Ovviamente il Natale è anche una festa commerciale, per cui come da noi con l'avvicinarsi del 25 Dicembre si scatena una corsa all'acquisto, che però conferisce anche alle vie delle città un'atmosfera particolarmente viva e scintillante.
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