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Rebetiko

Rebetiko Con il termine “Rebetiko” intendiamo un genere musicale greco sviluppatosi nei primi decenni del ‘900 e che con alterne vicende ha vissuto per tutto il secolo ed e’ ancora molto seguito.
Definito anche “il blues greco”, il Rebetiko, nelle sue forme storiche nacque nei sobborghi urbani a seguito dell’arrivo dei profughi greci provenienti dalle citta’ turche dell’Asia Minore e da Costantinopoli, costretti a lasciare le loro terre dalla sconfitta greca del 1922 e dal successivo Trattato di Losanna (1923).
Le tradizioni musicali dei nuovi arrivati, che andarono ad ingrossare le fila dei diseredati delle periferie delle citta’ greche, unite insieme a quelle dei greci autoctoni, diedero vita ad una musica dalle mille sfaccettature, dalle tematiche che narravano la dura realta’ delle periferie ateniesi e tessalonicesi e delle prigioni greche del periodo, nelle quali si puo’ dire che il Rebetiko nacque e trovo’ ispirazione.
La parola Rebetiko (in italiano spesso viene chiamata ‘musica rebetika”) probabilmente prende il proprio nome dai “rebetes” (forse dalla parola turca “rembet”, fuorilegge), pittoreschi personaggi che popolavano i sobborghi cittadini, vestiti sempre in maniera molto appariscente, con lunghi mantelli , caratteristici copricapi ed un coltello sempre pronto a far la sua comparsa. Questi personaggi vivevano ai margini della societa’, usavano fumare oppio in locali appositi denominati “tekedes” e spesso finivano in prigione. Ed era in questi posti che - accompagnandosi con strumenti che poi divennero caratteristici della musica greca come il bouzouki o il baglamas (strumento a corda simile al bouzouki ma di dimensioni molto ridotte) - esprimevano tutta la malinconia e il disagio sociale attraverso una musica nuova, complessa, dalle tematiche da una parte legate al loro mondo e alle loro condizioni di vita, dall’altra ispirate all’amore sensuale.
Da un punto di vista stilistico, il Rebetiko fonde tradizioni musicali prettamente greche, sviluppatesi negli anni della prima urbanizzazione a cavallo tra l’800 e il ‘900, e tradizioni greco mediorientali importate dai rifugiati dopo la Catastrofe in Asia Minore. In particolare, questi ultimi portarono con se’ le tradizioni musicali dei Cafe’- Aman, locali molto in voga in area mediorientale ed anatolica, dove si faceva una musica raffinata ed ispirata a tematiche piu’ romantiche, e dove si faceva spesso un largo uso dell’improvvisazione poetica.
Dall’incontro di queste varie tendenze, nacque un genere fortemente variegato, ribelle e al contempo stilisticamente ricco, che proprio per questa sua connotazione iniziale potenzialmente eversiva fu sempre guardata da molti settori della societa’ greca con sospetto, al punto che durante la dittatura di Metaxas fu addirittura vietata e messa al bando, e si dovettero aspettare gli anni successivi alla seconda guerra mondiale affinche’ questa fosse in qualche misura definitivamente sdoganata.
In verita’, dopo i primi anni in cui i temi prevalenti erano quelli piu’ “noir”, come droga e malavita, gia’ dagli anni ’30 si assistette ad un progressivo affermarsi, all’interno del mondo del Rebetiko, delle tematiche legate all’amore, cosa che rese il genere piu’ accettabile agli occhi della borghesia.
Questo processo rese progressivamente il Rebetiko una canzone sempre piu’ popolare in Grecia, dando vita anche ad un fenomeno commerciale di ampia portata.
Negli anni ’80, grazie all’opera di interpreti tra cui va ricordato il noto cantante Ghiorgos Dalaras, il Rebetiko - dopo un periodo di oblio - e’ stato riscoperto e ora in Grecia viene seguito da gran parte della popolazione, anche giovane.
Tra gli interpreti principali di canzoni Rebetika ricordiamo Markos Vamvakaris, Ghiannis Papaioannou, Sotiria Bellou, Kostas Roukounas, Vassilis Tsitsanis.





roberto paulillo